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Giorno della Memoria

Oggi, per il giorno della Memoria, vogliamo raccontarvi il nostro viaggio ad Auschwitz e a Mauthausen.

Al di là della folle idea di fare tutto in 3 giorni, senza calcolare le 28 ore totali in macchina con relativo incidente all'andata e al ritorno, neve e ghiaccio, è stato un viaggio molto, secondo noi, necessario e che tutte le persone prima o poi, nella vita, dovrebbero fare.

E' inutile sciovinare le classiche frasi prefatte in onore di questa importante giornata, in quanto le vere emozioni e commozioni che suscitano quei luoghi le si possono soltanto provare camminando sullo stesso terreno provando lo stesso pungente gelo che colpiva quelle povere persone colpevoli solo di essere a detta di un folle "diverse".

Nonostante fossimo vestiti in stile spedizione artica, il vento come coltelli ci tagliava il viso riuscendo a trapassare i vestiti, noi non potevamo altro che immedesimarci in quelle persone, vestite solo di stracci e della loro pelle.

Entrare nelle stanze in cui erano segregati, torturati, seviziati e uccisi, dava un senso di profondo rispetto e malinconia, ma anche di rabbia e disgusto.

Durante la visita al forno crematorio, l'unico ancora intatto, sopravvissuto al tempo e al tentativo dei nazisti di insabbiare e cancellare i loro orrori, immaginavi i passi e i respiri affannati alla ricerca di quell'ultimo respiro di vita acccalcato, nudo, impaurito, infreddolito...di chi ha subito la più tragica delle sorti.

E' impossibile e davvero disumano vedere con i nostri occhi, quante tonnellate di capelli, valigie, scarpe, pennelli da barba e tantissimi altri oggetti di uso quotidiano sono stati ammassati nel corso degli anni di sterminio.

La cosa però che colpisce davvero di più è stata una piccola vetrina contenente delle bambole, delle tutine, delle scarpine, dei giochi che appartenevano ai bambini che hanno dovuto lottare, così presto, contro una vita che era sempre più breve.

Passare nei corridoi e vedere i ritratti di bambini, donne, uomini con uno sguardo pieno di dolore, paura e sofferenza, sembravano che parlassero e che ti chiedessero aiuto. Cercavamo di ricordare quanti più nomi possibili, posti sotto alle fotografie, ma erano tanti, troppi da ricordare.

Questo viaggio segna profondamente chi riesce a comprendere veramente tutta questa brutalità, forse siamo noi troppo sensibili, ma spesso sono anche gli altri che fanno finta di niente e per non vedere l'ovvio si girano dall'altra parte.

Noi riteniamo sia doveroso ricordare coloro che hanno vissuto e che purtroppo non sono state in grado di raccontare tutti i soprusi che hanno subito e coloro che sono sopravvissuti e che sono ancora in vita non vogliono ricordare tali atrocità perchè è un peso troppo grosso da continuare a far riaffiorare.

Sappiamo che sembra un controsenso, ma parlate con coloro che l'hanno veramente vissuta e non con coloro che ne hanno solamtente sentito parlare o studiato, non date ascolto a parole di storici o esperti nel settore, ma se veramente volete vedere e conoscere la verità come abbiamo fatto noi, andate a visitare quei posti, tentando di immedisimarvi in ciò che queste persone hanno provato e passato, questi luoghi non sono musei da visitare svogliatamente perchè obbligati o giusto da dire... "anche io ci sono stato", ma sono luoghi da vivere e capire in un modo che purtroppo oggigiorno si sta perdendo, un modo più profondo, vicino a coloro che purtroppo non sono più tornati, solo così ne capirete la vera essenza e un viaggio del genere vi cambierà la vita.

Se volete vedere la gallery completa con tutte le foto del nostro viaggio andate nella sezione "Reportage" e cliccatu su "Train of Remembrance"